Restiamo umani (a Napoli!)

Si dice che certi amori fanno giri immensi e poi ritornano.


Anche il mio, un amore diverso, in forme diverse. Ho sempre avuto con Napoli -città che, per quanto io abiti in provincia di Caserta, sento da sempre come quella di appartenenza- un rapporto conflittuale. Amore e odio.
Mi sono sempre voluta distinguere, ho sempre voluto restare un passo indietro rispetto ai sentimenti di patriottismo ben proclamati dalle persone attorno a me. L’ho parecchie volte disdegnata, calpestata, sbagliando, se pur avendo delle motivazioni assolutamente giustificabili. Mi sono promessa tante volte di scappare a Milano il prima possibile, una città cosi parallela a Napoli ma così giusta per me. Testarda e convinta come posso odiosamente essere solo io, non mi ero accorta a cosa stavo per rinunciare.

Ma complice la pandemia che mi ha lasciato lontano dal capoluogo partenopeo per un bel po di tempo- mai cosi tanto che io ricordi- che mi è bastata una giornata per ritornare poi a casa e sentirmi di nuovo piena, ricca come solo Napoli può fare.

Ricca dei sorrisi nascosti dalle mascherine, ma ben trapelanti dagli occhi degli sconosciuti, come l’anziana signora di via Scarlatti, elegante e posata, che mi ha gentilmente aiutato a capire a quale fermata scendere, al ragazzo italo-tunisino mio compagno di vagone che, a modo suo, mi ha augurato un grande in bocca al lupo senza neanche conoscermi e che in quindici minuti mi ha raccontato la sua vita (e le sue disavventure).
Ritorno ricca del barista che ‘Un bel caffè per la signorina!’, ricca del conducente dell’autobus che al mio ‘Arriva a Garibaldi?’ mi risponde ‘Certo signorina, prego si segga! La porto dove dice lei, mi dica, come ha passato la giornata?’, ricca dell’emozione in volto di ritrovare vecchi amici mai dimenticati.
Ultimo, non ultimo, ricca della carica e l’energia che solo l’aria di mare di Napoli può dare, e quella sensazione che la vita, li, proceda un pò più lentamente. Perché dopo un momento di quiete sugli scogli di via Partenope, in fondo, tutto il resto diventa assolutamente rimandabile.

E allora in una sola giornata ho assorbito come una spugna l’entusiasmo e l’imprevedibilità di ogni incontro fortuito che si trasforma in una nuova occasione, una buona possibile amicizia. Ma soprattutto, dopo tutto questo tempo, la sensazione del calore umano, del contatto, se pur a distanza, se pur con la mascherina. L’umanità ultimamente dimenticata, gli ‘sparuti incostanti sprazzi di bellezza‘ di Napoli, per dirla alla Jep Gambardella (La Grande Bellezza, Paolo Sorrentino, 2013).

E’ proprio il caso di dirlo, il mio amore ha fatto un giro immenso ed è tornato davanti a me con la forza di un vulcano…magari proprio il Vesuvio.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...